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Lo statuto iBVA

ASSOCIAZIONE ISTITUTO BEATA VERGINE ADDOLORATA
STATUTO

Art. 1 – DENOMINAZIONE E SEDE
E’ corrente l’Associazione denominata “Istituto Beata Vergine Addolorata, in breve “B.V.A.”, con sede a Milano in via Calatafimi, 10.

Art. 2 – OGGETTO DELL’ATTIVITA’
L’Associazione non ha fini di lucro, intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale senza discriminazioni di razza, censo e religione che si svolgono e si esauriscono nell’ambito della Regione Lombardia.
Scopo della Associazione è quello di assistere ed educare, secondo i principi morali e cristiani, integrando e supplendo all’opera delle famiglie, i minori di entrambi i sessi provenienti da famiglie disastrate e, comunque, in difficili condizioni esistenziali, e le famiglie stesse.
La Associazione si prefigge di dedicarsi anche a nuove e diverse attività benefiche che verranno individuate dal Consiglio Direttivo in rapporto a particolari esigenze sociali.
Tali scopi potranno essere conseguiti con attività diretta da parte della Associazione o, indirettamente, tramite organismi terzi aventi lo stesso o similare scopo sociale.
Al fine di favorire le attività di cui sopra, la Associazione provvede alla gestione degli immobili di proprietà.
Per il raggiungimento degli scopi la Associazione può promuovere e gestire convitti e semiconvitti, erogare servizi o prestazioni economiche, sia in denaro sia in natura a favore dei singoli minori o di gruppi di minori, associazioni, enti, fondazioni, partecipare ad iniziative senza scopo di lucro, aventi scopi simili o similari a quelli della Associazione. Potrà inoltre porre in essere tutte quelle attività e/o iniziative utili al raggiungimento degli scopi sociali.
Il Consiglio Direttivo esclusivamente sulla base di proprie  opportunità e convenienze dovrà valutare i servizi e le priorità necessarie al raggiungimento degli scopi sociali.

Art. 3 – PATRIMONIO
Il patrimonio della Associazione è costituito:
a) dai beni destinati a sede degli uffici e delle attività dell’Ente, con i relativi arredi;
b) da altri beni immobili e mobili destinati alla produzione di redditi, da impegnare per il raggiungimento dei fini istituzionali;
c) da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio;
d) da eventuali donazioni e lasciti finalizzati a patrimonio.
La Associazione provvede al raggiungimento dei propri scopi mediante:
a) i redditi netti prodotti dal proprio patrimonio;
b) le rette, le tariffe o i contributi di enti e di privati;
c) ogni altro provento non destinato all’aumento del patrimonio;
d) eventuali entrate per servizi prestati dall’Associazione;
e) le quote sociali versate dagli associati.

Art. 4 – ASSOCIATI
Possono essere associati, tutti coloro, persone fisiche, giuridiche, associazioni ed Enti, che condividano gli scopi della Associazione.
Possono essere associati tutte le persone fisiche e giuridiche, che previa presentazione di domanda presentata da almeno due soci, vengano ammessi ad insindacabile giudizio del Consiglio Direttivo.
Ove l’associato non sia persona fisica, l’Ente indica la persona che lo rappresenta in ogni rapporto con l’Associazione e nell’Assemblea
All’atto di ammissione, gli associati, verseranno la eventuale  quota di associazione che  verrà annualmente stabilita dal Consiglio Direttivo.
Gli associati che non avranno presentato per iscritto le proprie dimissioni entro il 30 ottobre di ogni anno, saranno considerati associati anche per l’anno successivo con le relative conseguenze.
Il contributo associativo è intrasmissibile, irrepetibile, e non rivalutabile.
Tra gli associati vige una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative. E’ espressamente esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.

Art. 5 – PERDITA QUALIFICA
La qualità di Socio si perde per decesso, dimissioni od esclusione. La esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo con delibera motivata nel caso di eventuale morosità o per lo svolgimento di attività in contrasto o concorrenza con quella della Associazione, ovvero, qualora il Socio non ottemperi alle disposizioni statutarie o dei regolamenti e delle delibere assembleari o del Consiglio Direttivo.
Tale provvedimento dovrà essere comunicato all’associato dichiarato decaduto, il quale entro trenta giorni da tale comunicazione potrà ricorrere all’assemblea mediante raccomandata inviata al Presidente dell’Associazione.
La perdita della qualità di socio implica la decadenza automatica ed immediata da qualsiasi eventuale carica ricoperta.
Art. 6 – ORGANI SOCIALI
Sono organi dell’Associazione:
-l’Assemblea dei Soci ;
-il Consiglio Direttivo;
-il Presidente;
-il Collegio dei Revisori dei Conti.

Art. 7 – ASSEMBLEA DEI SOCI
I Soci  sono convocati in Assemblea dal Consiglio Direttivo almeno una volta all’anno, per essere informati sull’attività dell’Istituto. L’Assemblea può essere convocata anche su richiesta di 1/10 dei Soci.
Le adunanze dell’Assemblea dei Soci  sono ordinarie e straordinarie.
L’Assemblea è convocata dal Presidente. Per la validità della sua costituzione, delle sue delibere in prima convocazione, è necessario che siano presenti o rappresentati almeno la metà dei Soci e le delibere saranno prese a maggioranza dei voti. Nel caso di seconda convocazione, l’Assemblea sarà valida qualunque sia il numero dei Soci e dei voti e delibererà sempre a maggioranza semplice.
Spetta all’Assemblea deliberare in merito:
-all’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo nei termini di Legge;
-alla nomina del Consiglio Direttivo;
-alla nomina del Collegio dei Revisori;
-alla modificazione dello Statuto;
-ad ogni altro argomento che il Consiglio Direttivo intenda sottoporre.
La convocazione deve essere fatta con lettera raccomandata da consegnarsi alla posta oppure tramite telefax almeno quindici giorni prima della data fissata.
Nella lettera di convocazione dovranno essere indicati: la data e l’ora di inizio di prima e seconda convocazione, il luogo della seduta (anche fuori dalla sede sociale), nonché gli argomenti iscritti all’ordine del giorno.
Hanno diritto ad intervenire tutti i Soci in regola nel pagamento della quota associativa annuale se e in quanto stabilita, che in caso di necessità possono farsi rappresentare da altri soci mediante delega scritta. Ogni Socio non potrà rappresentare più di tre Soci.
L’Assemblea viene presieduta dal Presidente del Consiglio della Associazione ovvero, in caso di sua assenza, dal Vicepresidente.
Il Presidente dell’Assemblea nomina un segretario, anche non socio, che redige il Verbale, da trascrivere sull’apposito registro, che verrà firmato dal presidente e dal segretario.
L’Assemblea nomina i componenti del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori ed opera con le maggioranze dell’Art. 21 c.c..
Per la modifica dello Statuto occorre il voto favorevole di almeno i 2/3 degli associati, per lo scioglimento dell’associazione e per la devoluzione del patrimonio il voto favorevole di almeno i 3/4 degli associati.

Art. 8 – CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio Direttivo è formato da 5 a 9 componenti, eletti dall’Assemblea dei Soci tra i propri membri. Essi durano in carica cinque anni e sono rieleggibili senza interruzione.
Il Presidente ed il Vice Presidente sono nominati dal Consiglio Direttivo nella seduta di insediamento, scelti tra gli stessi componenti. Nomina altresì un Segretario, sempre tra i propri membri. Potrà altresì essere nominato come Segretario, anche un non Socio, il quale però non avrà diritto di voto.
In caso di assenza o impedimento del Presidente, ne fa le veci il Vice Presidente oppure, nel caso di contemporanea assenza, il Consigliere più anziano di nomina e, in caso di contemporanea nomina, il più anziano di età.
I membri del Consiglio Direttivo che, senza giustificato motivo, non intervengono a tre sedute consecutive, decadono dalla carica. La decadenza è pronunciata dal Consiglio Direttivo.

Art. 9 – POTERI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
Il Consiglio Direttivo, a cui spettano poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione:
- cura l’esecuzione delle delibere dell’Assemblea;
- provvede all’amministrazione della Associazione ed al suo regolare funzionamento;
- delibera su tutti gli atti di natura contrattuale, mobiliare, immobiliare, e finanziaria compresa l’apertura di conti correnti con enti finanziari e/o istituti bancari nell’ambito delle attività sociali;
- stabilisce le modalità di firma con facoltà di conferire procure speciali per singoli atti;
- progetta e verifica lo svolgimento delle attività sociali;
- predispone il bilancio preventivo ed il conto consuntivo per ciascun esercizio;
- delibera sugli eventuali regolamenti;
- delibera in materia di ammissione, recesso, decadenza ed esclusione dei soci;
- nomina i soci onorari;
- convoca le assemblee previste dallo Statuto;
- promuove, ove occorra, le proposte di modifica dello Statuto Sociale;
- nomina, sospende, licenzia il personale alle proprie dipendenze; stipula contratti d’opera;
- può determinare, in caso di necessità, la quota di associazione;
- può nominare un Comitato tecnico,  organo di consultazione e di studio, costituito da membri nominati dal Consiglio Direttivo, scelti anche tra i non soci, con specifica competenza nei singoli settori. Il Comitato Tecnico sarà retto da un Presidente, nominato tra i componenti del Consiglio Direttivo, e non potrà  durare oltre il mandato del Consiglio stesso.

Art. 10 – ADUNANZE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente, dal Vice Presidente o da 1/3 dei suoi componenti e si riunirà almeno quattro volte all’anno.
La convocazione deve essere fatta con lettera raccomandata da consegnarsi alla posta  oppure tramite telefax almeno otto giorni  prima della data fissata.
Le adunanze del Consiglio Direttivo sono ordinarie e straordinarie.
Le prime hanno luogo di norma ogni trimestre ed in ogni caso nelle epoche stabilite dalla Legge per l’approvazione del bilancio di previsione, delle eventuali variazioni del medesimo e per l’approvazione del conto consuntivo.
Le seconde hanno luogo ogni qualvolta lo richieda l’urgenza, sia su invito del Presidente sia su domanda sottoscritta da almeno tre componenti del Consiglio.
Per le deliberazioni del Consiglio Direttivo è richiesta la presenza della metà più uno dei Consiglieri in carica.
Le decisioni sono prese a maggioranza assoluta degli intervenuti.
Le votazioni si svolgono per appello nominale oppure a voti segreti; quando si tratta di argomenti concernenti le persone, hanno sempre luogo a voti segreti.
Per la validità delle delibere non è computato chi, avendo interesse alla deliberazione, non può prendere parte alla relativa votazione.
Qualora un membro del Consiglio Direttivo presenti le dimissioni, il Consiglio può cooptare il sostituto.
Il Consiglio Direttivo ha altresì la facoltà di cooptare, con delibera motivata altri Consiglieri sempre che non venga superato il numero massimo stabilito all’Art. 8. -
I Consiglieri cooptati saranno ratificati dall’Assemblea e scadranno con quelli in carica.
I processi verbali delle adunanze sono stesi su apposito registro da parte  del  segretario e saranno firmati dal Presidente e dal segretario.

Art. 11 – PRESIDENTE
Il Presidente, ed in sua assenza od impedimento il Vice Presidente, ha la legale rappresentanza dell’Ente nei confronti dei terzi  ed in giudizio, e da esecuzione alle delibere del Consiglio Direttivo.
In caso di urgenza il Presidente, od in sua assenza il Vice Presidente, possono prendere decisioni che dovranno in ogni caso essere ratificate dal Consiglio Direttivo nella sua prima riunione.

Art. 12 – REVISORI DEI CONTI

La gestione della Associazione deve essere controllata da un Collegio dei Revisori, costituito da tre componenti, eletti dall’Assemblea dei Soci con previsione della scelta tra gli iscritti nel Registro dei Revisori contabili istituiti presso il Ministero della Giustizia oppure negli albi professionali tenuti dagli organi individuati dall’art 1° del D.M. 29 dic. 2004 n. 320, tra le persone idonee allo scopo anche non Soci. I Revisori dovranno accertare la regolare tenuta della contabilità sociale e redigeranno una relazione sui rendiconti annuali.
La carica di Revisore dei Conti è incompatibile con ogni e qualsiasi altra carica degli organi sociali.

Art. 13 – RENDICONTO ED ESERCIZI ASSOCIATIVI

L’esercizio si chiude al 31 dicembre di ogni anno. Entro il 30 aprile il Consiglio Direttivo sottoporrà all’Assemblea il bilancio consuntivo relativo all’anno precedente, ed entro il 31 dicembre il bilancio preventivo relativo all’anno successivo.
Gli eventuali utili od avanzi di gestione, dovranno essere impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività di cui all’Art. 2.-
Gli utili o gli avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale non verranno distribuiti, neanche in modo indiretto durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla Legge o siano effettuate a favore di altro ente che svolga attività di assistenza e beneficienza.

Art. 14 – SCIOGLIMENTO OD ESTINZIONE
L’Associazione si estingue secondo le modalità di cui all’Art. 27 c.c.:
-quando il patrimonio è divenuto insufficiente rispetto agli scopi;
-per le altre cause di cui all’Art. 27 c.c. -
In caso di scioglimento dell’Associazione, per qualsiasi causa, il patrimonio sarà devoluto ad altro ente che svolga attività di assistenza e beneficenza od a fini di pubblica utilità, comunque ispirate ai principi della dottrina cattolica e della costituzione italiana, sentito l’organismo di controllo di cui all’Art. 3 comma 190 Legge 23/12/1996, n. 662, salva diversa destinazione imposta dalla Legge vigente al momento dello scioglimento.

Art. 15 – GRATUITA’ DEGLI INCARICHI
Ogni e qualsiasi incarico svolto dai componenti degli organi sociali dell’Associazione con eccezione per i Revisori dei Conti , verrà eseguito in modo assolutamente gratuito, ad eccezione di puri rimborsi spesa, che dovranno essere preventivamente autorizzati dal Consiglio Direttivo.

Art. 16 – CLAUSOLA ARBITRALE
I Soci sono obbligati a rimettere alla decisione arbitrale la soluzione di ogni e qualsiasi controversia  che insorgesse sull’applicazione o sull’interpretazione delle disposizioni contenute nel presente statuto, negli eventuali regolamenti e nelle delibere ordinarie degli organi sociali. Il collegio arbitrale sarà composto da tre membri, di cui uno nominato dalla parte che ricorre all’arbitrato, uno nominato dalla controparte (l’associazione oppure il socio in caso di controversie tra i soci) e il terzo nominato dai due arbitri, oppure in caso di assenza di accordo, dal Presidente del Tribunale  di Milano, avrà funzioni di Presidente.
Il Presidente del Tribunale di Milano, sarà altresì competente per la nomina dell’arbitro che non venisse nominato dalla controparte.
Il collegio arbitrale emetterà giudizio inappellabile senza formalità di procedura quale amichevole compositore entro il termine di novanta giorni a datare dalla costituzione del collegio stesso, ed avrà natura di arbitrato rituale.
Per quanto non previsto dal presente articolo, si applicano le norme del codice di procedura civile previste dal titolo VIII, articolo 806 e segg.

Art. 17 – NORMA FINALE
Per quanto non previsto dal presente statuto, si applicano le norme del codice civile in materia di associazioni.
Firmato: MARCO OROMBELLI, FRANCESCO GALLIZIA notaio.