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Protocollo d'intesa

Per una progettazione condivisa
tra Istituto Beata Vergine Addolorata (iBVA) e Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” (Cdc)



Premesse

Due realtà di accoglienza presenti a Milano con un grande complesso architettonico che ospita persone, servizi e progetti nello stile familiare e nel rispetto delle diversità - il palazzo centrale in via Calatafimi 10 di iBVA e l'ex scuola comunale che è Cdc sita in via Brambilla 10, nella periferia di Crescenzago – riconoscono importanti punti comuni sui quali lavorare insieme per continuare ad essere concretezza dell'accoglienza e dell’ospitalità, sempre attenta ai nuovi bisogni cittadini, e luogo di riflessione culturale al servizio della metropoli milanese.

IBVA evoca più di 200 anni di storia cittadina, di storia sociale dell’infanzia e delle famiglie, di volontariato laico, di ispirazione cristiana, espressione vivace della beneficenza milanese, lombarda e italiana. Cdc viene fondata solo 10 anni fa su desiderio del Card. Carlo Maria Martini in procinto di lasciare Milano dopo il suo episcopato e desideroso di offrire un segno che rappresenti punti di forza irrinunciabili della città di Milano: un'ospitalità gratuita e una cultura diffusa attraverso una vera Accademia della carità. IBVA si colloca nel panorama storico del centro cittadino, con uno sguardo che riconosce le povertà e i bisogni anche dove appaiono nascosti; Cdc nasce in periferia, consapevole che le fatiche e i disagi non risiedono in un luogo fisico ma nelle logiche dell'abbandono e dell'esclusione e perciò il centro e la periferia di una città rappresentano le parti di un tutto che sanno dialogare.

Punti comuni

Il patrimonio di iBVA e Cdc sono vere e proprie risorse perché rafforzano l'intento comune di:

- accorgersi dei poveri che abitano la città offrendo risposte concrete, pronte ed efficaci, esprimendo altresì un'attenzione continua per i cambiamenti sociali, le fragilità più nascoste e i bisogni prevalenti che le nuove forme del vivere sociale fanno emergere;

- contribuire ad un'idea di città inclusiva, vivibile, plurale, generosa, dove la convivenza pacifica e il riconoscimento dei diritti di tutti siano movimenti irrinunciabili. In questa prospettiva, sia iBVA sia Cdc intendono promuovere – nei confronti delle vecchie e nuove povertà – un approccio professionalmente competente e al tempo stesso socialmente coinvolgente, per evitare che gli interventi si riducano all’offerta di servizi da parte degli “addetti ai lavori”, favorendo una conoscenza e una partecipazione attiva da parte del territorio e dei soggetti individuali e sociali che lo abitano; 

- offrirsi per creare connessioni significative tra i luoghi dell'azione solidale e quelli della cultura alta, tra le istituzioni pubbliche e i movimenti spontanei della cittadinanza, tra le espressioni culturali dei diversi paesi con una particolare attitudine – per nulla demagogica! - a far sì che i più fragili siano realmente promotori di idee, di pensiero, di innovazione, di arte, di creatività, quindi dando loro parola. E’ in questa linea che l’iBVA ha dato vita al Centro Italiano per Tutti, con l’intento di affidare alla parola il compito di unire e non di separare, di  includere e non di escludere.

 

Milano, 16 ottobre 2012